RACCONTAMI DEI FIORI DI GELSO – Aline Ohanesian

L’amica ‘povna, ne sono certo, citerebbe lo”sceneggiatore” ed effettivamente in più di un momento, durante questa estate anch’io non ho potuto fare a meno di pensarci…

E’ accaduto nelle prime ore della nostra vacanza a Chiavari, io e Patitù soltanto, in attesa che la sera ci raggiungesse anche la Leonessa, complici nubi e stanchezza accumulata, invece che andare in spiaggia, passeggiamo diretti verso la nostra libreria preferita (in realtà voglio vedere se hanno questo, caldamente suggerito come lettura a Patitù dalla coordinatrice didattica della sua scuola elementare, nonché ormai nostra cara amica!)

Prima di entrare ci soffermiamo un attimo davanti alla vetrina perché io sto parlando con mia sorella per dirle che siamo arrivati, tutto bene, poi mentre entriamo Patitù mi dice che vuole regalarmi un libro che ha visto in vetrina perché le è piaciuta la copertina, così usciamo nuovamente un attimo per vedere di  quale libro stia parlando.

Risultati immagini per armeni libro gelso

Mentre rientriamo le dico che almeno voglio leggere di cosa parla il libro, anche perché non costa pochissimo; leggo rapidamente il risvolto di copertina e decido subito che, sì, accetto la sfida, lo acquistiamo e comincio subito a leggerlo.

E così, nell’estate in cui visito Dachau, in un periodo storico così segnato dalla sfida dell’estremismo islamico al mondo (e non dei musulmani al mondo, come qualcuno tenta quasi quotidianamente di farci credere…), per un’intuizione di una bambina (forse guidata dallo sceneggiatore?) mi ritrovo a leggere un intenso libro sulla storia degli armeni, sulla loro deportazione all’inizio della prima guerra mondiale e sul genocidio perpetrato nei loro confronti dai turchi.

Un libro da leggere, per sapere, per ricordare, per non smettere mai di combattere per i diritti, la libertà e la vita dei più deboli.

Ma anche un libro da leggere perché la storia d’amore tra Lucine e Kemal, ripercorsa lungo tutto il ‘900, è scritta davvero bene, avvince e commuove e non cade mai nel banale o nel melodrammatico, contribuendo in maniera determinante all’ottima riuscita di questo romanzo scoperto per caso ma amato tantissimo.

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