MERCOLEDI’ SENZA LIBRO (Cita-un-libro #ioleggoperché10)

Come sempre la mattina è una corsa, la barba, la colazione, Patitù che non vuol saperne di uscire dal letto, Patitù da spronare continuamente, muoviti! mangia! lavati! vestiti! … E così, pur sapendo che a metà mattina devo andare dal dentista dall’altra parte della città, mezz’ora di metro ad andare e mezz’ora a tornare, mi dimentico di prendere su il mio Kindle, un’ora buona di lettura buttata al vento!

E in metro, seduto comodamente mi guardo attorno e vedo un libro soltanto, poi è tutto uno smanettare su telefoni, telefonini, i-phone, smartphone… insomma, banalmente, non si legge più! E non credo che tutti abbiano dimenticato a casa il Kindle nella fretta di uscire la mattina!!!

Oggi la citazione parte da lontano perché 400 caratteri per riportare uno delle più belle pagine che abbia letto in vita mia, purtroppo, non erano sufficienti…

COSI’ NELLA CASA VUOTA, LE PORTE CHIUSE A CHIAVE,I MATERASSI ARROTOLATI,IRRUPPERO QUEGLI ALITI DISPERSI,AVANGUARDIA DI GRANDI ESERCITI.
ENTRARONO CON FURIA,SPAZZANDO LE ASSI SPOGLIE;MORDEVANO E SOFFIAVANO,SENZA INCONTRARE NELLE CAMERE O NEI SALOTTI NULLA CHE RESISTESSE LORO,SE NON LA CARTA DA PARATI SCOLLATA CHE SBATTEVA,DEL LEGNO CHE SCRICCHIOLAVA,LE GAMBE NUDE DEI TAVOLI LE PENTOLE E LE PORCELLANE ORMAI INCROSTATE DI CALCIO,ANNERITE,INCRINATE.
CIO’ CHE S’ERANO TOLTI E AVEVANO LASCIATO LI’:UN PAIO DI SCARPE,UN BERRETTO DA CACCIATORE,DELLE GONNE SBIADITE E DELLE GIACCHE NEGLI ARMADI SERBAVA ANCORA L’IMPRONTA UMANA E NEL VUOTO INDICAVA CHE UNA VOLTA QUELLE FORME ERANO STATE PIENE,ANIMATE;UNA VOLTA LE MANI S’ERANO DATE DA FARE CON GANCI E BOTTONI,UNA VOLTA LO SPECCHIO AVEVA CONTENUTO UNA FACCIA,ANZI UN MONDO CAVO IN CUI UNA FIGURA S’ERA GIRATA,UNA MANO ERA APPARSA,LA PORTA S’ERA APERTA,E I RAGAZZI ERANO ENTRATI DI CORSA,RUZZOLANDO,E POI SE N’ERANO RIANDATI.
ORA,GIORNO DOPO GIORNO,LA LUCE PROIETTAVA SULLA PARETE LA SUA IMMAGINE CHIARA,COME UN FIORE RIFLESSO NELL’ACQUA.
SOLO GLI ALBERI, VOLTEGGIANDO NEL VENTO,DISEGNAVANO OMBRE CHE S’INCHINAVANO SUL MURO,E OFFUSCAVANO PER UN ATTIMO LO STAGNO,IN CUI LA PACE SI SPECCHIAVA;OPPURE GLI UCCELLI IN VOLO DISEGNAVANO SULL’IMPIATTITO DELLA CAMERA DA LETTO UN MOBILE,SOFFICE MACCHIA.
LA GRAZIA E LA QUIETA REGNAVANO,INSIEME MODELLANDO IL PROFILO DI UNA FORMA DA CUI LA VITA S’ERA STACCATA;UNA FORMA SOLITARIA,COME UNO STAGNO DI SERA-REMOTO,VISTO DAL FINESTRINO DI UN TRENO COSI’ VELOCE,CHE LO STAGNO A MALA PENA E DERUBATO DELLA SUA SOLITUDINE,ANCHE SE VISTO.
LA GRAZIA E LA QUIETE SI DAVANO LA MANO NELLA CAMERA DA LETTO;TRA LE BROCCHE VELATE E SEDIE AVVOLTE IN LENZUOLA,L’INTRUSIONE DEL VENTO E DEL SOFFICE MUSO DELLE VISCHIOSE BREZZE MARINE-CHE SFREGAVANO,SFIATAVANO,E RIPETEVANO ANCORA E ANCORA LE LORO DOMANDE”VI TOCCHERA’ SCOMPARIRE?PERIRE?-NON DISTURBAVA LA PACE,L’INDIFFERENZA,L’ARIA DI ASSOLUTA INTEGRITA’,COME SE ALLA DOMANDA CHE FACEVANO FOSSE A MALA PENA NECESSARIO RISPONDERE:NOI RESTEREMO.
NULLA SEMBRAVA POTESSE ROMPERE QUELL’IMMAGINE,CORROMPERE QUELL’INNOCENZA,DISTURBARE IL MANTO SOLENNE DEL SILENZIO CHE,SETTIMANA DOPO SETTIMANA,NEL VUOTO DELLE STANZE,CUCIVA NELLA SUA TRAMA LE GRIDA ROCHE DEGLI UCCELLI,LE SIRENE DELLE NAVI,IL RONZIO MONOTONO DEI CAMPI,IL LATRATO DI UN CANE,L’URLO DI UN UOMO,CON CUI AVVOLGEVA IL SILENZIO DELLA CASA.
MA UNA VOLTA UN’ASSE SI RUPPE DI SCATTO;
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8 commenti

Archiviato in #ioleggoperché, Letteratura, Vita quotidiana

8 risposte a “MERCOLEDI’ SENZA LIBRO (Cita-un-libro #ioleggoperché10)

  1. patriziavioli

    E’ vero in metro quelli che leggono, purtroppo, sono in minoranza rispetto a quelli che giocano o smanettano col telefonino 😦

  2. Mah.. io non riesco tanto a leggere in treno o in metro, l’indole curiosa fa si che io guardi gli altri… e mi inventi storie. Leggere per me è una esperienza personale e particolare, per cui ci vuole un luogo appartato e tranquillo…

  3. Confesso che la sezione sulla casa vuota è l’unica che mi è rimasta impressa di tutto il romanzo. Di solito si sottolinea lo squallore, l’abbandono, il vuoto, la tristezza, Qui la casa vuota in realtà non è vuota affatto, vive in un atmosfera sospesa e magica, pronta da un momento all’altro a ricominciare il suo lavoro, ma nel frattempo avvolta in una luce incantata, in cui è del tutto autosufficiente.

  4. E ci voleva, sulla riflessione metanarrativa, questa Woolf. Grazie, e perdona il ritardo nel commentare.

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