CHOCOLATE BAR BOOK

Per caso un paio di mesi fa mentre mi recavo al lavoro e ascoltavo come sempre la Radio, (per la precisione RDS, lo scrivo perché è giusto così) ho sentito raccontare la storia di due bambini americani, due grandissimi amici, di otto e nove anni; uno malato di una grave malattie, di quelle rarissime, che gli impedisce di vivere una vita normale, giocare, correre, divertirsi come tutti i bambini della sua età: solo un costosissimo intervento può cambiare la sua vita ma la sua famiglia i soldi non li ha. Allora il suo amichetto prima inventa un banchetto con cui si mette a vendere limonate per strada ma raccoglie poche centinaia di dollari, poi si mette a scrivere un libro che, vuoi il passaparola, vuoi lo scopo benefico, nel giro di pochissimo tempo vende migliaia e migliaia e migliaia di copie e finisce con il guadagnare una cifra vertiginosa, sufficiente a far affrontare l’intervento al suo amichetto.

Pensate che di questa notizia si trovi traccia da qualche parte? Cercatela sui due principali quotidiani italiani; cercatela su Google; cercatela su qualsiasi sito in italiano… non ne troverete traccia.

Ora non dico che non sia importante scrivere pagine e pagine pruriginose sull’ennesimo drammatico caso di cronaca familiare (il piccolo Stival), non dico che non si debba dare spazio a grandi statisti come Renzi, Berlusconi, Salvini o Vendola e alle loro idee che salveranno l’Italia, non nego che sia fondamentale riportare le serissime, disinteressate e naturalmente sempre a favore dei poveri lavoratori (sic!) di una Camusso (che tristezza) o di un Landini (che enorme tristezza!) e non mi permetto certo di criticare tutta la pubblicità che viene data quotidianamente a quei cinquanta / sessanta mentecatti che si permettono ogni giorno di insultare, provocare, attaccare le forze dell’ordine impossibilitate a reagire, salvo trasformarsi in povere vittime se appena qualcuno, ormai esasperato, si permette di alzare un dito contro di loro.

No, non pretendo tutto questo, ma possibile che non si iresca mai a trovare spazio per raccontare anche le cose belle che, sono sicuro, ogni giorno succedono nel nostro mondo (e sicuramente anche i Italia)?

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11 commenti

Archiviato in bambini, Capolavori, Giornalismo, Vita quotidiana

11 risposte a “CHOCOLATE BAR BOOK

  1. Hai dannatamente ragione, a parte sui “grandi statisti” 🙂

    Purtroppo giornali e tv fanno più audience con le notizie pruriginose. È lo stesso motivo per cui ai giornalisti piacciono i termini forti, come “massacrato” e non semplicemente picchiato, “strangolato” e non soffocato, “fracassato” e non “rotto”. È questo per la morbosità della gente: prova a pensare alle file di curiosi che si formano in strada dopo un incidente.
    Detto questo, bisognerebbe andare oltre e pensare al bello, al positivo di cui è pieno il mondo è di cui purtroppo non si parla mai.
    Ciao Cavallo Pazzo!

  2. L’Huff Post Italia ne ha parlato un mese fa. E anche le principali agenzie di stampa (Ansa, Adnkronos, etc) e qualche giornale minore (tipo il Messaggero). Infatti io la notizia la sapevo ed è uscita anche sul gruppo Nazione-Carlino-etc. (io infatti l’ho letta prima online sulla rassegna stampa, e poi il giorno dopo al bar).

    E’ tutto vero, però sparare a zero contro il sindacato alla vigilia di una delle battaglie più cruciali di questo paese contro il Job’s Act mi pare mescolare, onestamente, mele e pere. Così come parlare solo in difesa delle forze dell’ordine a poche settimane dalla sentenza Cucchi mi pare altrettanto di parte.
    Si può parlare di tutto, si dovrebbe parlare di tutto, e meglio. Ma indignarsi contro notizie sacrosantamente riportate solo perché è stata riportata non abbastanza (ma, ripeto, no “non del tutto”, perché io, che leggo la rassegna stampa direttamente alla fonte in maniera quotidiana, la sapevo). A inizio novembre, quando la notizia è stata battuta dalle agenzie, ci sono state appunto la sentenza Cucchi, la questione lavoro, le elezioni americane e svariate alluvioni. Penso che possa essere comprensibile che la notizia non sia finita in prima pagina, o che tu l’abbia bucata.

    • Ti ringrazio moltissimo per la tua precisione e per le tue corrette puntualizzazioni che peraltro mi permettono di ribadire il fatto che dopo aver sentito la notizia alla radio l’ho cercata davvero in lungo e in largo senza riuscire a trovarne traccia: quindi sicuramente se ne è parlato, ma non abbastanza per come la penso io.
      Su forze dell’ordine e sindacati la pensiamo in modo diverso (e meno male, altrimenti pensano che mi paghi per parlare sempre bene di te…) sul caso Cucchi concordo al 100% con te: è stata l’ennesima vergogna della nostra povera Italia.

      • Sicuramente non abbastanza, ma, insisto anche io, bisogna capire in che contesto la notizia arriva: a inizio novembre, con il Congresso americano, Cucchi, le alluvioni e la politica interna, è fatale che venga bucata, dai lettori così come dai quotidiani. E’ un dato di fatto che questa non è una notizia da prima pagina, e se in una settimana le notizie da prima pagina sono cinquanta, capita che la notizia bella si perda, almeno dalla carta, nel giornalismo funziona così. Però il fatto che io l’abbia trovata senza cercarla (non a caso su un ottimo, e molto letto, giornale di opinione come l’Huff Post dimostra che non è stata bucata tout court.
        Sulle forze dell’ordine, delle due l’una: o il caso Cucchi è una vergogna, e allora, forse, dovresti considerare che le tue parole sono forse un po’ eccessive, oppure il caso Cucchi per te è grave ma non è una vergogna. Perdonami, ma chiunque si sia preso a cuore il caso Cucchi a leggere oggi, a trenta giorni e spiccioli dalla sentenza, le tue parole non si sente molto bene.

        Sui sindacati: io non amo né la Camusso, né Landini: sto discutendo, una volta di più, di opportunità. Quando sarà passato il Jobs Act e le conseguenze di un metodo di approvazione non autenticamente democratico le pagheremo tutti, forse riconsidereremo l’opportunità di parlare, oggi, a quattro giorni dallo sciopero generale, del sindacato con quei toni. Le battaglie si fanno con chi c’è, purtroppo. Se avessimo aspettato qualcuno migliore di Badoglio e di Vittorio Emanuele III per fare la svolta di Salerno saremo ancora dietro al nazifascismo, per dire.
        Il metodo, e il merito (hai letto la Buona Scuola? – io sì, e qualunque renziano di mia conoscenza ha cambiato idea, dopo averlo letto, e non solo o certo insegnanti, ma soprattutto genitori) delle riforme di Renzi è agghiacciante. E il fatto che, purtroppo, l’opposizione venga solo i maniera coerente da Camusso e Landini non rende loro, per quanto antipatici o portavalori al proprio mulino siano, e soprattutto le loro parole meno degne di essere ascoltate. Dunque io parlerei male di loro un’altra volta, tutto qui, perché ora le priorità sono altre, o ce ne accorgeremo quando non ci saranno più, per nessuno, priorità.

  3. E’ bello ogni tanto qualcosa di diverso.. davvero. Magari una cosa così tra un po’ di politica e un disastro imminente.

    • Certo, questo era lo spirito del mio post; come dice giustamente la ‘povna, non pretendevo certo che fosse una notizia da prima pagina, però che non se ne sia trovata traccia alcuna sui due principali quotidiani italiani mi ha lasciato molto perplesso.

  4. Chiedo scusa, tra lavoro e Teatro stasera, oggi non riesco a rispondere adeguatamente, prometto di riprendere il discorso con calma domani

  5. @ ‘povna: mi devo scusare ma probabilmente non sono in grado di spiegarmi: il caso Cucchi è grave ed è una vera vergogna per l’Italia ma questo non significa che allora un manipolo di criminali (li chiamano antagonisti ma sono solo veri e propri criminali) possano impunemente andare in giro a mettere a fuoco e fiamme le città, sfasciare vetrine, negozi, banche e picchiare e insultare regolarmente le forze dell’ordine provocandole nella sola speranza che prima o poi qualcuno di loro perda la testa e reagisca in modo da passare agli occhi della pubblica opinione, opportunamente manipolata, come vittime e poveri ragazzi.
    Tutto questo non lo sopporto e non lo accetto e con il caso Cucchi, a mio modesto avviso, non ha nulla a che vedere

    • Evidentemente sono io che non mi spiego. Farò un esempio di altro tipo. Di principio, io difendo i colleghi come categoria davanti agli studenti, perché voglio dare loro l’idea che venero e rispetto la scuola pubblica e gli insegnanti come servitori dello stato. C’è però un’opportunità temporale delle cose: diciamo che – se ci fosse uno scandalo con degli insegnanti della città della scuola che si comportano malissimo con dei ragazzi – io magari per quel mese rinuncio alla mia consueta attitudine alla difesa e all’elogio dei servitori insegnanti dello stato. Perché, giustamente, qualcuno mi potrebbe sbertucciare dietro. E il senso dell’ironia, pur tragica, dovrebbe accompagnare sempre la tempistica delle nostre azioni.
      Qui è un po’ lo stesso: lungi da me difendere Camusso e/o Landi, oppure pensare delle forze dell’ordine qualcosa di diverso da una parafrasi aggiornata di Pasolini – ma, per l’appunto, forse questo non è tanto il mese, la settimana giusta per dirlo a spada tratta, tutto qui.

  6. Ok, ci siamo (per il discorso Cucchi / Forze dell’ordine; sui sindacati e Renzi dissentiamo in toto e lo sappiamo entrambi); purtroppo i dementi criminali che si nascondono sotto il nome di “antagonisti” (di cosa, poi, lo sanno solo loro) almeno a Milano hanno dato il peggio di sè proprio in questo mese e purtroppo non ho letto quelle condanne ferme senza “se” e senza “ma” che sarebbero state opportune!

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