GALATA

In questa strana estate che comincia la sua fase discendente senza che qui al Nord (e su parte del Centro) sia mai iniziata veramente, è abbastanza facile che arrivi una giornata come quella di ieri, a metà della settimana di mare che io e Patitù stiamo trascorrendo nel Levante ligure, una giornata più vicina a un ottobre avanzato o a un inizio di marzo che non al 26 agosto, con tanta pioggia e vento!

Che fare, allora? Non lasciarsi scoraggiare troppo e prendere un treno per Genova per andare a visitare il Museo Galata (che Patitù aveva già visto in parte a novembre durante la settimana di Scuola Natura trascorsa ad Andora).

E scoprire con sorpresa che razza di gioiellino sia questo Museo così poco reclamizzato e conosciuto rispetto al ben più famoso quasi dirimpettaio Acquario!

Le tre ore scarse che siamo riusciti a dedicargli (comprendenti anche la visita al sommergibile Nazario Sauro) sono state decisamente troppo poche, sufficienti a farsi un’idea di massima del Museo ma non per gli approfondimenti che propone e che sono davvero molto interessanti. E ce ne è per tutti i gusti, dalla storia di Genova e dell’evoluzione delle navi, ai viaggi e alle grandi scoperte della fine del Quattrocento e del Cinquecento, dalla ricostruzione di navi quali le galee, i brigantini, i piroscafi a una gran quantità di postazioni multimediali che aiutano, spiegano e fanno anche un po’ giocare.

La parte più interessante per me è stata la sezione dedicata al fenomeno dell’emigrazione, con ricostruzioni delle navi e della vita cui erano costretti a sottoporsi coloro che tentavano l’avventura con la traversata atlantica verso l’Argentina e il Brasile, prima, e verso gli Stati Uniti, dopo. Il tutto integrato con una sezione sorella, accanto, dedicata al fenomeno attuale dell’immigrazione verso l’Italia.

Insomma, sicuramente un Museo da vedere e da far vedere ai bambini per tanti motivi; ieri non c’era tanta gente, nonostante la giornata di maltempo invitasse proprio a questo tipo di visita, probabilmente molti erano a fare file di svariate mezz’ore per entrare all’Acquario (peraltro da vedere anche quello!) però è un peccato sentire molte più voci straniere che italiane in posti come il Galata!

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7 commenti

Archiviato in Cultura, Musei

7 risposte a “GALATA

  1. Ció che manca,a volte, é proprio il senso del business.
    Valorizzare le cose belle che sono tante.

  2. Si è molto bello e interessante. Noi abbiamo apprezzato molto anche la sfera, piccolo mondo a parte, invece poco interessante, per me, il Muse dell’Antartide

  3. Annika Lorenzi

    non lo conosco…mi hai incuriosita

  4. Pingback: NON TUTTI I MALI… | un mondo a colori

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