IN CHIESA

Il mio rapporto con la Fede e con la Chiesa è sempre stato molto labile e oscillante, con periodi riavvicinamento ed allontanamento spesso legati alle persone più che al mio rapporto personale con Dio.

Da piccolo ho frequentato il Catechismo e fatto Comunione e Cresima senza peraltro sentire mai quella Fede grande, quella chiamata imponente.

Non ho mai frequentato l’oratorio nè partecipato a ritiri, incontri di preghiera e forme simili di aggregazione.

Ho sempre pregato nei miei momenti personali, quasi sempre a letto la sera prima di addormentarmi ma presto ho abbandonato anche la frequenza in Chiesa e la messa domenicale.

Poi introno alla maggiore  età e grazie a una compagnia che faceva riferimento a una Parrocchia molto ben organizzata e ricca di iniziative interessanti mi sono a poco a poco riavvicinato anche e soprattutto grazie alla presenza di un Sacerdote giovane e brillante (faceva da coadiutore e lavorava soprattutto con bambini e giovani), una persona davvero straordinaria dotato di un’oratoria notevole che da sola faceva venire voglia di andare in Chiesa la domenica mattina per sentirlo predicare.

E così mi sono ritrovato a fare il catechista di giovanni ragazzini delle scuole medie appena cresimati e che si preparavano alla professione di Fede, a frequentare l’oratorio, i gruppi di preghiera e gli incontri formativi scoprendo un aspetto diverso della Fede molto interessante anche perché questo Sacerdote era un grande studioso di teologia in grado di spiegare e approfondire aspetti sempre nuovi e profondi.

Tutto questo mi ha portato a dedicarmi al volontariato con i ragazzi disabili, occasione che mi ha permesso di conoscere la leonessa che sarebbe diventata mia moglie e poi il corso di Giovani e Missione al PIME che mi ha regalato quella che ancora oggi considero una delle esperienze più intense della mia vita, il mese presso una Missione nelle Filippine.

Poi un nuovo lento e progressivo allontanamento fino allo scorso settembre, quando Patitù, invitata da una sua compagna di classe, ha provato a fare la chierichetta alla Messa della domenica mattina alle  11.30; con la serietà e l’entusiasmo con cui affronta sempre le cose (di questo gliene dobbiamo dare atto nella maniera più assoluta) Patitù ha scoperto anche grazie alla presenza di adulti sia tra gli educatori che tra i sacerdoti, particolarmente in gamba e capaci, una vera a e propria passione e raramente e solo per seri impedimenti ha saltato l’appuntamento con la Messa domenicale presenziando tra le altre, alla Messa di Natale, all’intero triduo Pasquale, agli incontri dei chierichetti compreso quello splendido vissuto un sabato pomeriggio di tarda Primavera in Duomo con il Cardinale Scola (altra grandissima sorpresa, una predica di una bellezza davvero notevole sia per grandi che per piccini), finendo con acquisire sempre più sicurezza e tranquillità nei movimenti sull’Altare (e più di una volta anche nelle chiacchiere con le sue amiche durante la Messa!!!).

In veste di accompagnatore e via via sempre più in quelle di Fedele, ho così vissuto l’ennesimo riavvicinamento alla Chiesa e alla Fede ancora una volta, devo dirlo, grazie in gran parte alla bellezza di molte delle persone, sia tra i sacerdoti, sia tra i fedeli, che frequentano la nostra Parrocchia (dove, tra l’altro, Patitù ha cominciato, a Gennaio, anche il suo primo anno di Catechismo)

E uno dei momenti più belli di questo anno è stata la Cresima di mio nipote che mi ha visto nell’importante ruolo di Padrino mentre Patitù sull’Altare in veste di chierichetta con le sue amiche serviva a Messa in onore del suo  cuginone.

 

 

 

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6 commenti

Archiviato in Chiesa, Io, Patitù

6 risposte a “IN CHIESA

  1. Io sono credente. Ho risolto anni fa, in gioventù il mio rapporto con la fede e da allora è stabile e ben radicato. Ho passato la gioventù in parrocchia e sono stata molto bene e quando i dubbi sono nati ho trovato sacerdoti in gamba che mi hanno aiutato nel percorso. Ora soffro molto l’allontamento dalla fede della figliola, che però rispetto profondamente, è un percorso individuale. Del resto anche mio marito se n’è allontanato una decina di anni fa. A me fa stare bene e mi aiuta. E’ una scelta consapevole e seria e come tale va affrontata. Sono sicura che tu la affronterai, in un senso o nell’altro con la maturità e l’equilibrio che riconosco in te.

    • Non dobbiamo mai dimenticare che la Chiesa è fatta comunque di esseri umani e come tali fallibili; ci sono stati errori all’interno della Chiesa nei secoli e ancora recentemente che solo gli ultimi due Papi hanno avuto il coraggio di far emergere, affrontare e condannare. Io penso che la Fede non possa che essere personale, il rapporto con Dio è personale, però la Chiesa e i suoi ministri sono qui per aiutare la Fede e i discepoli e come te ho avuto la fortuna di incontrare sacerdoti molto in gamba e capaci.
      non so dove mi porterà il mio cammino e non so dove porterà Patitù: per ora assecondo con gioia questo suo entusiasmo e questa sua voglia di esserci e partecipare ma se e quando tutto questo dovesse finire non ne farò un dramma e se mi farà soffrire spero di essere in grado come te di rispettare le sue scelte sempre

  2. Io mi adeguo.
    Praticante della Messa domenicale con un fucile puntato alle spalle,a parte l’impegno dela Corale, ho smesso appena mi sono sposata. Peccato che il prete che ha celebrato le mie nozze (su mia richiesta) era rimasto solo pochi anni, ma sono stati i migliori, teologo, ha saputo coinvolegrmi come nessun’altro, gli unici tre anni in cui mi sono recata a Messa con volontà.
    Sono andata in città grande e sono stata finalmente libera di fare come volevo, andarci perchè ne avevo voglia.
    Poi quando sono tornata ad abitare qui in paese mi sono adeguata, ho fatto seguire tutto il percorso ad Estraneo e così farò con la Fr@, a livello personale e specie nei bambini a mio parere serve un riferimento, un qualcosa in cui credere. Però sono sincera se avessi abitato ancora nella grande città non so se avrei fatto seguire questo percorso ai bambini.

    • Come ho detto, la Fede è qualcosa di molto forte e personale (io per esempio, so di non averla ne forte ne particolarmente convinta, ma non mi stanco di cercare e approfondire) che uno deve sentire dentro e che la Chiesa e sacerdoti in gamba possono aiutare a venire fuori meglio: per questo bravi teologi, in questo senso, possono essere di grande aiuto, se sono in grado non di imporre ma di spiegare e, soprattutto, di saper ascoltare

  3. Un percorso articolato e meditato, pieno di curve. Io vengo da una famiglia atea, anche se, come molti atei, ho letto e studiato la Bibbia come grande libro di mitologia, e la conosco meglio della maggior parte dei devoti.
    Ma, allergica al gruppettarismo da sempre, la chiesa proprio non fa per me.

  4. Anch’io ho sempre fuggito il gruppettarismo (ho frequentato per breve tempo un gruppo di Comunione e Liberazione e ne sono fuggito a gambe levate), certe forma di semi fanatismo che non fanno per me.
    Ho invece avuto la fortuna di trovare persone che mi hanno saputo coinvolgere e insegnare molto e di questo sono grato, a modo mio, a quel Signore che con limiti enormi, cerco di pregare e conoscere sempre meglio.

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