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In giro per Blog mi imbatto in questo che riporto

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CINEMA CINEMA

Le già lunghe vacanze, prolungatesi per me all’inizio dall’influenza e alla fine dalle bufere di neve che ci hanno bloccato in Salento tre giorni più del previsto, mi hanno permesso di fare una scorpacciata di film per ragazzi al Cinema come non mi succedeva dai tempi in cui la leonessa lavorava al cinema.

In questi 20 giorni ho potuto vedere due film di animazione, “Oceania” e “Sing“, due film Fantasy “Miss Peregrine” e “Animali fantastici” e una via di mezzo tra i due generi “Il GGG“.

Nella mia classifica personale, molto simile a quella di Patitu, al primo posto si situa “Sing”, bellissimo inno al Teatro con una serie di canzoni strepitose; film di animazione classico, storia prevedibile e disegni tradizionali ma tanta passione, tanta dolcezza e tanto ridere: da vedere assolutamente

Al secondo posto metto “Miss Peregrine”, il grande Tim Burton che colpisce ancora con una bella storia ben congegnata e attori molto ben calati nelle parti; scene un po’ forti ma non paurose, Patitù (ormai quasi undicenne) si diverte e apprezza molto il film senza peraltro rimanere minimamente scossa o impaurita

A seguire “Il GGG” dolcissima fiaba di Steven Spielberg tratta dal romanzo del grande Roal Dahl; bravissima la bambina protagonista del film e tanta dolcezza sparsa un po’ su tutto il film, molto buonismo ma mai stucchevole, perde un po’ di smalto solo nel finale quando entra in scena la Regina d’Inghilterra.

Molto più difficile “Animali Fantastici” il cosiddetto “spin off” di Harry Potter; la storia è piuttosto complicata e non sempre semplicissima da seguire anche se via via che il film prosegue la trama si dipana e si chiarisce e alla fine entusiasma: rispetto ai film di Harry Potter, però, siamo su un piano più complesso e forse meno immediato per i bambini che assistono al film e faticano a seguirlo.

La vera delusione, invece, è stata “Oceania”, film noioso e con pochi spunti davvero interessanti; la storia si trascina un po’ in vari momenti e soprattutto la prima parte è lunga e ripetitiva; un po’ meglio la seconda parte e il finale ma senza mai un vero guizzo e con anche le battute un po’ troppo scontate e prevedibili. E rispetto a “Sing” l’eccessiva parte musicale è di livello infinitamente inferiore.

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2016 ADDIO… FINALMENTE!

Se ne va un anno difficile, difficilissimo e il “finalmente” è d’obbligo!

Se ne va un anno che si apriva l’11 gennaio con la scomparsa del papà della Leonessa e due giorni dopo, il 13 vedeva giungere in Studio una grana gigantesca che oggi, a distanza di 12 mesi, non è ancora risolta anche se le ultime settimane hanno visto una schiarita in senso positivo e aperto alla speranza alla sua risoluzione completa; ma una grana che ci ha fatto vedere la faccia più brutta e cattiva del nostro Fisco e di una burocrazia che anche quando il contribuente pur con errori commessi, dimostra la buona fede e, soprattutto, di aver pagato ogni tributo fino all’ultimo centesimo, non si arrende e rimane aggrappato con i denti e le unghie a dispetto di ogni senso di giustizia e di equità.

Se ne va un anno che ha visto le condizioni di salute di uno dei miei più cari amici di sempre, peggiorare inesorabilmente e troppo velocemente per permetterci di capire, accettare, vivere serenamente la malattia… ora le speranze sono appese a un esile filo, le lacrime sono tante, troppe, il senso di impotenza è doloroso oltre ogni dire, eppure… Eppure c’è la Fede, la riscoperta di questa cosa grandiosa e profonda e la capacità di dire che un disegno c’è e che qualunque cosa accada sarà quella giusta…

Se ne va un anno di attentati al cuore della civiltà, al cuore dell’umanità, la faccia cattiva dell’uomo che è così crudele e insignificante che non ha nemmeno il coraggio delle proprie azioni e deve giustificarle dando la colpa a un “dio” che non può esistere nella realtà, perché Dio è infinita bontà e giustizia e solo gli essere umani sanno esseri così “piccoli” e “ottusi” da non capirlo.

Se ne va un anno bisestile, da sempre sinonimo di “funesto” come se gli anni potessero portare sfortuna o disgrazie solo perché hanno un giorno in più… E purtroppo c’è chi ci crede realmente a queste cose e pensa che da domani le cose cambieranno improvvisamente si, solo perché si volta pagina ai calendari…

Se ne va un altro anno e siamo un po’ più vecchi, speriamo un po’ più saggi, sicuramente molto più stanchi… Ma siamo anche convinti che ce la possiamo, fare, che con impegno e buona volontà le cose possono e devono andare meglio…

E se non ci credete, fatevi un piccolo regalo, uscite e andate a investire una ventina di euro nell’ultimo cd di Celine Dion; poi stendetevi sul letto o sul divano e ascoltatevelo in pace senza fare altro, con il gusto pieno dell’ascolto… E capirete di che cose grandi è capace l’essere umano!

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Buon ultimo dell’anno a tutti voi e che davvero il 2017 sia un anno GIUSTO!

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NEL BLU DIPINTO DI BLU

Milano 27 dicembre 2016: 20 gradi, un cielo così blu che nemmeno in montagna, un sole splendente e un’aria pulita come solo il phoen sa regalare.

Io guardo tutto questo dalla finestra, troppo recente la convalescenza per approfittarne, e penso che mi piacerebbe che questa giornata rimanesse così fino a fine marzo…

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NATALE E’ SPERANZA

Un anno fa “festeggiavamo” il Natale a Lecce con mio suocero che arrivava ormai stremato dal sarcoma ai polmoni ma con una grande forza di volontà sedeva a tavola con noi e onorava il pranzo nel migliore dei modi. Di lì a due giorni si metteva a letto e dopo altri due giorni, mi dava l’ultimo saluto certo che la volta successiva non lo avrei più visto vivo. L’11 gennaio il Signore lo chiamava a se ponendo fine alla sua sofferenza e a me è rimasto quel momento così bello e intenso, quel saluto così pieno di tutto.

Oggi, a distanza di un anno, sono qui a vivere un altro Natale di dolore, il mio carissimo amico Testa Frizzante (come lo chiama Patitù), uno di quei pochi amici di tutta una vita, sta combattendo ormai con le ultimissime forze contro una terribile leucemia e a questo punto anche un miracolo sembra difficile da credere…

Certe tristezze sono difficili da gestire, da accettare, da governare, entrano dentro a poco a poco e lavorano lavorano trasformandosi in certi momenti in grande rabbia contro l’ingiustizia della vita che con Testa Frizzante è stata tanto crudele fino all’accanimento e tanto più quanto più lui viveva una vita totalmente dedicata agli altri nonostante il suo braccio di meno: bambini, disabili, infine l’Africa, il Congo… quanto bene ha distribuito a piene mani durante la sua vita, quanto volontariato sempre disinteressato, sempre senza alcun ritorno materiale (ma chissà quanto splendido ritorno morale!)

E tutto questo partendo da una posizione di “non credente”perché le vie di Nostro Signore sono veramente infinite e a noi, per fortuna, spesso imperscrutabili; un passo alla volta, giorno dopo giorno, anno dopo anno, la goccia scavava nel cuore di Testa Frizzante avvicinandolo a quella Fede vera, speciale, che non nasce dal catechismo o dalla Legge ma dal cuore, pronta ad esplodere nel momento in cui ha incontrato un Padre Missionario che altro non era se non il suo alter ego.

Ecco che allora il Natale 2015, il Natale 2016, il dolore, le sofferenze, assumono un altro significato, ecco che oggi le parole del nostro Papa, quella “speranza” ripetuta più e più volte accanto alla parola pace assumono il loro vero significato e sì, c’è speranza, nonostante Nizza e Berlino, nonostante Trump e la Lega, nonostante Aleppo e i barconi del Mediterraneo, c’è speranza perché l’umanità è in grado di produrre persone come il nostro Bergoglio, come il nostro Testa Frizzante, c’è speranza perché guardo la mia Leonessa, guardo la mia Patitù e riesco a trasformare il dolore e la tristezza che ho dentro in un sorriso.

 

 

 

 

 

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ELISA… DI NUOVO!

Due anni e mezzo dopo, sono tornato al Forum di Assago con mia sorella per il Concerto della grandissima Elisa e stavolta con noi abbiamo portato anche Patitù, che nel frattempo, complice il suo papà (alias “io”) è diventata una piccola magnifica fan dell’artista.

Uno spettacolo completamente diverso da quello di due anni fa, molto meno “show” e molto più “cantato”, ma alla fine il risultato è sempre lo stesso: semplicemente straordinario.

Un mix ben organizzato tra le canzoni dell’ultimo bellissimo album “ON” e la “summa” del suo repertorio con tutti i “best” riuniti e alcuni momenti di altissimo livello come quando canta “Almeno tu nell’universo” della rimpianta Mia Martini, o “Hallelujah” dell’altrettanto rimpianto Leonard Cohen; ma anche un mix ben organizzato tra lente ballate e momenti di rock quasi duro così come si alternano le canzoni in ingelse e quelle in italiano.

Il pubblico canta dall’inizio alla fine, Elisa, voce straordinaria, domina le musiche assordanti e alla fine regala due ore e mezza ininterrotte di musica vera, grande, emozionante.

Patitù esce felicissima con in mano la maglietta acquistata per l’occasione cantando le canzoni fino a che non arriviamo a casa e, alla una, crolliamo addormentati.

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ATTUALITA’ – 1

Oggi è la giornata italiana dedicata alla Colletta Alimentare e per la prima volta io e Patitu vi abbiamo partecipato come volontari dalle nove a mezzogiorno e mezzo di stamattina.

Ci tenevo molto che Patitu partecipasse a questo momento in quanto ora che è in una fase di cambiamento, non solo legato al passaggio dalla scuola elementare a quella media, è importante che si renda conto che le realtà che la circondano non sono solo quelle del “suo” quotidiano e di quello dei suoi compagni e amici, ma che purtroppo ci sono anche tante realtà di disagio, difficoltà, povertà per le quali bisogna fare e dare qualcosa.

Ed è altrettanto importante vedere la signora di 90 anni che con la sua pensioncina risicata dona 5 euro chiedendo ai ragazzini volontari di fare loro la spesa al posto suo, il signore che dice di aver deciso di devolvere 80 euro e di preparare noi i sacchetti per quell’importo, così come quelli che invece dicono che non “vogliono” dare nulla per “quelli che non lavorano” o che passano dritti senza nemmeno rispondere: e che sia chiaro, tutte posizioni legittime e rispettabili!

Oggi pomeriggio si è messa sui libri a studiare come è giusto che sia, ma ci ho tenuto a dirle (non ce ne era bisogno ma qualche volta “repetitia” non nuoce) che la mattina non era stata una mattina di “studio sprecata” ma una mattina di “vita guadagnata”

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